L’italiano è la terza lingua più studiata del Paese, e la generazione che si è trasferita dall’Italia nella City punta a una formazione anche umanistica per i propri figli.
Genitori della Scuola Italiana di Kings Cross.
Londra
Se l’emigrazione tradizionale aveva come obiettivo principale l’integrazione nel Paese ospitante, soprattutto inviando i propri figli nelle scuole locali, oggi,la NIP (Nuova Immigrazione Professionale) tende, al contrario, amantenere forti contatti con la madrepatria, anche dal punto di vista linguistico. Le coppie che vivono temporaneamente o stabilmente oltreconfine desiderano che i propri figli studino l’italiano al fine di acquisire due idiomi e due culture, usufruendo, possibilmente, dei programmi ministeriali italiani. Sorprende, quindi, che nella capitale britannica dove risiedono oltre 100 mila nostri connazionali (iscritti all’ufficio residenza del Consolato di Londra), non esista per loro una scuola italiana bilingue che comprenda tutti i gradi, dall’asilo al liceo. Le uniche eccezioni sono le scuole europee e le sezioni italiane presso le scuole inglesi. Ci riuscì solo Giuseppe Mazzini che, oltre un secolo e mezzo fa, ne aveva aperta una per togliere dalla strada le migliaia di piccoli accattoni italiani che vivevano di espedienti.
Didatticando è il blog d'italiano interattivo del liceo Jean Lurçat di Martigues. Lo scopo del blog è di informare, di aiutare, e di dare un seguito alle lezioni fatte in classe utilizzando le TIC per motivare gli alunni e renderli attivi nell'apprendimento della lingua italiana. Il blog è anche utilizzato per lavorare con i paesi partner del nostro progetto eTwinning.