ROMA – Sport, disciplina, ma soprattutto un giro di vite contro gli episodi di bullismo sempre più frequenti, e in certi casi anche violenti, che si ripetono nelle scuole italiane. In un’intervista al Giornale, il ministro dell’istruzione, Maria Stella Gelmini, detta l’agenda della riforma scolastica e si dice favorevole all’introduzione di telecamere all’interno della aule, con effetto dissuasivo rispetto agli episodi di violenza fra studenti.
« Favorevole », dunque, « anche se – dice il ministro – quella delle telecamere è una misura che non basta ». Tuttavia, sono « un deterrente in più », e « gli istituti hanno l’autonomia di usare l’occhio elettronico ». Ogni preside dunque potrebbe decidere di piazzare le telecamere nella propria scuola: il problema, precisa il ministro, « non sta in una telecamera in più o in meno, ma nell’esigenza di rimettere al centro lo studente, rivisto nella sua formazione a 360 gradi ». (seguito dell’articolo, Via la repubblica.it)
In Gran Bretagna il ministero dell’Istruzione dice che: “I ragazzi sono disinteressati allo studio perché gli insegnanti non sanno entusiasmarli”. Nell’ambito di un progetto con la stampa (la Repubblica@scuola), i ragazzi italiani sono stati invitati a raccontare le loro esperienze a scuola.
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- Una volta gli insegnanti si lamentavano così con i genitori: « Suo figlio va male a scuola perché non sta abbastanza attento alle mie lezioni in classe ». Ma la verità è che in molte classi accade l’esatto contrario: le lezioni sono noiose, per questo gli studenti non stanno attenti, diventano indisciplinati, perdono interesse allo studio e prendono brutti voti. A sostenerlo è un rapporto del ministero dell’Istruzione britannico, che ha spedito per mesi i suoi ispettori nelle classi elementari, medie e superiori del regno, ricevendone indicazioni che vanno contro l’opinione dominante, o il luogo comune, consolidati da sempre. Perciò il ministero, annuncia in prima pagina il quotidiano Guardian di Londra, ha « dichiarato guerra » agli insegnanti che annoiano, che non sanno entusiasmare, che non riescono a suscitare la curiosità dei loro alunni. (seguito dell’articolo)
E tu cosa ne pensi? Come sarebbe per te l’insegnante ideale? Perché non ce lo descrivi?
L’italiano è la terza lingua più studiata del Paese, e la generazione che si è trasferita dall’Italia nella City punta a una formazione anche umanistica per i propri figli.
Genitori della Scuola Italiana di Kings Cross.
Londra
Se l’emigrazione tradizionale aveva come obiettivo principale l’integrazione nel Paese ospitante, soprattutto inviando i propri figli nelle scuole locali, oggi,la NIP (Nuova Immigrazione Professionale) tende, al contrario, amantenere forti contatti con la madrepatria, anche dal punto di vista linguistico. Le coppie che vivono temporaneamente o stabilmente oltreconfine desiderano che i propri figli studino l’italiano al fine di acquisire due idiomi e due culture, usufruendo, possibilmente, dei programmi ministeriali italiani. Sorprende, quindi, che nella capitale britannica dove risiedono oltre 100 mila nostri connazionali (iscritti all’ufficio residenza del Consolato di Londra), non esista per loro una scuola italiana bilingue che comprenda tutti i gradi, dall’asilo al liceo. Le uniche eccezioni sono le scuole europee e le sezioni italiane presso le scuole inglesi. Ci riuscì solo Giuseppe Mazzini che, oltre un secolo e mezzo fa, ne aveva aperta una per togliere dalla strada le migliaia di piccoli accattoni italiani che vivevano di espedienti.
Il quindici, il sedici e il diciassette maggio del 2008 ha avuto luogo a Martigues la rappresentazione teatrale “Le donne colte” di Moliere interpretata da “La Compagnie du Vent de Mars”, che si è costituita in associazione da due anni. (seguito dell’articolo)
I Commenti dei ragazzi del Liceo Scientifico di San Cipriano sullo scrittore: « Uno scemo », « poteva stare zitto »
reportage di Giulia Santerini
16 ottobre 2008 laRepubblica.it TV
Arriva in Italia il film di Cantet tratto da un libro di successo, Palma d’oro a Cannes
e candidato francese agli Oscar. Dove si scontrerà di nuovo con « Gomorra »… « La classe », disavventure di un prof
nel liceo multietnico parigino
Una pellicola girata in un vero istituto, con veri studenti e docenti
Il regista: « Insegnare è uno stile di vita, tagliare il personale è sbagliato »
di CLAUDIA MORGOGLIONE
ROMA – E’ eternamente sotto i riflettori, il mondo della scuola: tra tagli al numero dei prof, problemi di rapporti tra pubblico e privato, aule sempre più multietniche con conseguenti difficoltà di integrazione, in tutta Europa l’argomento è al centro del dibattito pubblico. Per non parlare dell’Italia, con la bufera attorno alla riforma del ministro Mariastella Gelmini. Ma pochi hanno provato a raccontare – con vivacità, con realismo, senza pregiudizi – cosa accade davvero, tra le pareti di un istituto: a farlo, adesso, ci pensa un film francese – il titolo è La classe, quello originale, più efficace, è Entre le murs – che sta per sbarcare nelle nostre sale. (clica sul link per leggere l’articolo) la Repubblica.it
Didatticando è il blog d'italiano interattivo del liceo Jean Lurçat di Martigues. Lo scopo del blog è di informare, di aiutare, e di dare un seguito alle lezioni fatte in classe utilizzando le TIC per motivare gli alunni e renderli attivi nell'apprendimento della lingua italiana. Il blog è anche utilizzato per lavorare con i paesi partner del nostro progetto eTwinning.