La beauté de la musique de Vivaldi pour violoncelle

Vivaldi  Antonio (Venezia 1672 – Vienna 1741) compositore e violinista.

CHI ERA VIVALDI ?

Il padre di Antonio Vivaldi, Gionni Battista, era violinista della cappella di San Marco a Venezia; Antonio studiò con lui e con G. Legrenzi. Fu ordinato sacerdote nel 1703 e  denominato per la sua capigliatura « il prete rosso ». Entrò come insegnante di violino nel conservatorio della Pietà, uno dei quattro istituti veneziani dove trovavano assistenza orfani, figli illegittimi e malati.

Al 1705 risale la prima raccolta a stampa di composizioni vivaldiane; al 1713 la rappresentazione della prima opera (Ottone in villa), cui ne seguiranno moltissime altre.

LA PRODUZIONE STRUMENTALE COMPLESSIVA

La riscoperta dell’immenso patrimonio vivaldiano è posteriore al 1945. Prima, il « prete rosso » era noto soltanto per i rapporti della sua opera con l’esegesi bachiana, sviluppatasi negli ultimi decenni dell’Ottocento: Bach fu infatti il trascrittore di dieci concerti vivaldiani.

Secondo i dati ricavabili dal repertorio di lavori strumentali, redatto da P. Ryom (1986), il catalogo vivaldiano annovera circa 330 concerti solistici, oltre due terzi dei quali per violino, sei per viola d’amore, ventisette per violoncello e molti altri per diversi strumenti (oltre 30 per fagotto).

Sono una trentina infine i concerti perduti o pervenuti incompleti.

Quasi tutti  composti nella tipica forma tripartita (allegro-adagio-allegro), i concerti vivaldiani recano talvolta titoli descrittivi e programmatici: per citarne alcuni « La tempesta di mare », « Madrigalesco », « Alla rustica ».

Molti concerti sono inseriti in raccolte che recano intitolazioni significative, ad esmpio « L’estro aromonico » op.3 (1712), « La stravaganza » op. 4 (1712-1713), « Il cimento dell’armonia e dell’invenzione » op.8 (1725), « La cetra » op. 9 (1728)

MUSICA VOCALE PROFANA E SACRA

Molta della produzione vocale di Vivaldi andò perduta. Delle cinquanta opere liriche da lui scritte è stata rinvenuta la musica di sole diciotto di esse; delle rimanenti è pervenuto unicamente il libretto.

Di grande livello è la produzione sacra, comprendente sessanta composizioni. Alcune di queste sono molto celebri come il « Gloria », il « Credo », il « Magnificat », lo « Stabat Mater », il « Kyrie ».

Gran parte dei manoscritti di Vivaldi sono conservati nella Biblioteca Nazionale di Torino

Mi piace molto ascoltare Rostropovich suonare il concerto in sol maggiore di Antonio Vivaldi

Lorenzo Guida

 

classe 1a B Scuola Media « Italo Calvino » – Torino

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