Il Made in Italy all’estero : Eataly a New York

29 01 2012

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Tratto dalla Stampa. it

La Grande Mela oggi sposa il gorgonzola
OSCAR FARINETTI
31/8/2010 – MADE IN EATALY

Il primo dubbio, che poi è stato anche la mia prima rivelazione, l’ho avuto a Union Square. Un banco di frutta vendeva pere del New Jersey e io ne acquistai una con la speranza – nemmeno troppo inconfessata – che non avrebbe retto il paragone con le nostre. Dire che, assaporandone la polpa zuccherina, io sia letteralmente caduto dal pero è un fin troppo facile gioco di parole, però rende l’idea.

Oggi, qui a New York, s’inaugura Eataly; ma non è l’Eataly che avevo immaginato tre anni fa, la prima volta che iniziai a girare Manhattan in lungo e in largo alla ricerca di un luogo adatto per aprire negli Usa. Non lo è perché, dopo quella pera, le cose non sono più state le stesse. Quel frutto mi ha regalato il dubbio, il meraviglioso dubbio, che qui non tutto fosse hamburger e patatine; che anche qui ci fosse una cultura del cibo; che esistessero contadini e allevatori innamorati della loro terra e dei loro animali; soprattutto, che qui io potessi imparare e fare meglio.

Confesso che, all’inizio, il mio atteggiamento era stato di superiorità: appena Eataly apre – mi dicevo – questi yankee scopriranno finalmente le gioie del cibo. Mi pareva fin troppo facile per uno che «importa» delizie italiane. Invece no. Presto ho scoperto una varietà straordinaria di frutta, verdura, cereali. Le farine e le semole, per esempio, qui hanno valori di proteine e glutine impensabili in Europa. Dovevo cambiare strategia; cambiare idea. Soprattutto dovevo – e volevo – capire com’era possibile questa incredibile varietà. Non è stato difficile: è bastato guardarmi intorno.

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Chi è Oscar FARINETTI? Leggi il suo curriculum vitae su : http://www.camplus.it/vita-in-camplus/eventi-e-news/approfondimenti/oscar-farinetti-curriculum-vitae/

Il sito ufficiale di EATALY : http://www.eataly.it/




La scuola alla Mostra : Fare gli Italiani

8 01 2012

 

Perché mettere il tema della scuola nella mostra del 150°dell’Unificazione dell’Italia?

Oggi la scuola, in una società, istruisce i giovani per la loro vita futura, il loro avvenire e per farli entrare in questa società. A scuola, i bambini studiano il loro passato e si fanno anche un’idea del futuro.

E dunque, studieremo in una prima parte la scuola prima del Fascismo e dopo presenteremo il ruolo della scuola fascista ( tra il 1926 e il 1945).

I- La scuola prima il fascismo :

Oggi, in Italia, la scuola è obbligatoria per otto anni. La scuola materna non è obbligatoria ma la scuola media e la scuola elementare sono obbligatorie. Nella scuola media ci sono tre classi ( mentre in Francia ce ne sono quattro).

La scuola in una Società ha differenti obiettivi : l’ugualianza, l’educazione dei bambini e anche un ruolo d’apprendimento dei valori della Società. Così, la scuola deve portare tutti i bambini per la loro vita,« i bambini sono i protagonisti del futuro del Paese ».

II- Il ruolo della scuola fascista :

Dopo l’instaurazione del regime fascista ( nel 1922), la scuola diventa un mezzo di diffondere i messaggi di propaganda.L’informazione è controllata e la scuola diventa un luogo di reclutamento e di diffusione della dottrina fascista. Permette anche, per i piccoli bambini, l’accettazione del regime fascista. Dunque, la scuola non ha più una missione di diffusione della conoscenza ma una missione di indottrinamento delle mentalità. Non è più il legame di unificazione del Paese e della genteL’anno 1945 segna la fine del Fascismo nel Paese, e la fine della pressione di Benito Mussolini.

La scuola diventa Repubblicana, ha più libertà. L’istuzione e l’autorità della Repubblica italiana lanciano riforme per l’unificazione della scuola. Oggi, la scuola istruisce per proteggere la libertà della Società, della gente e l’unificazione dell’Italia. I bambini studiano le stesse materie, la stessa lingua, la stessa Storia.

Così, ci ricorda il passato per non dimenticare il periodo doloroso del fascismo… e. rimanere tutti uniti.