Stop ai computer in aula « distraggono gli studenti »

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È polemica sulla decisione di alcune importanti università americane di tornare a carta e penna nei corsi
Tentazione Internet: troppi ragazzi invece di seguire i docenti chattano, si collegano a Facebook e Youtube

computer

I portatili restano spenti, chiusi negli zaini. Gli appunti si prendono su foglio bianco con la vecchia e collaudata biro. Vanno controcorrente alcuni docenti americani che hanno decretato la messa al bando dei computer durante le ore di lezione. Era solo « una seccatura attraente » ha spiegato senza nostalgia David Cole, che insegna Legge alla Georgetown University ed è stato tra i primi a vietare l’uso dei laptop agli studenti nell’anno accademico 2006-2007. Un esperimento, il suo, poi seguito da docenti di altre università, che hanno imposto la stessa misura alla George Washington University, all’American University, alla University of Virginia, per citare alcuni esempi. Una decisione radicale motivata dal « Web delle distrazioni », come racconta il Washington Post. In classe gli studenti rispondevano alla posta elettronica, chattavano, andavano su Facebook, guardavano risultati sportivi o video su YouTube e giocavano online. Facevano tutto tranne che seguire i corsi.

Via la Repubblica.it

Cosa pensi di questa decisione?

Ti piacerebbe avere  un computer in aula? Perché?

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L’esclusione dei rom comincia a scuola

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Un terzo dei bambini rom cechi finisce in scuole per disabili mentali. Un’assurdità che finisce per ritorcersi contro lo stato, che deve subirne i costi sociali ed economici.

Cliccare sulla foto per vedere il video

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Recenti stime della Banca mondiale indicano che i rom costano ogni anno alla Repubblica Ceca non meno di 16 miliardi di corone. Da un certo punto di vista potremmo dire che la responsabilità non è tanto dei rom, quanto del loro « disadattamento ». Secondo gli esperti, questo fenomeno ha come causa principale il basso livello di istruzione che riceve la maggior parte dei bambini rom, che li priva di qualunque possibilità di trovare un lavoro decente. E lo stato perde del denaro, perché i rom disoccupati non creano valore economico, non pagano le tasse e ricevono sussidi sociali. Inoltre le cifre della Banca mondiale non tengono conto dei costi dovuti alla mediocre qualità di vita dei rom socialmente emarginati, all’aumento delle tensioni sociali, ai conflitti etnici, alla criminalità e così via.

Via presseurop (8 dicembre 2009)

A quale documento studiato in classe poi paragonare quest’articolo ?

Spiega perché con esempi precisi.

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I podcast italiani di Audio-Lingua

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Il sito audio-lingua ti propone nuove registrazioni,

cliccando sull’immagine potrai ascoltarle e anche valutarle da 1 a 5audio-lingua2

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Vacanze estive in pericolo

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               FERIE ESTIVE FANNO MALE: A TRENTO IL METODO TEDESCO

vacanze

Partirà dal Trentino la rivoluzione delle vacanze scolastiche. Basta con l’abitudine centralista di chiudere le scuole e di far stare a casa gli studenti per tutta l’estate. In tempi difederalismo è ora che ognuno faccia da sé, soprattutto è ora che ogni regione decida in base alla proprie esigenze, a partire da quelle climatiche, come del resto già avviene in molti altri paesi, a cominciare dalla Germania.        

La giunta della provincia autonoma di Trento, guardando ai vicini Lander della repubblica federale, ha deciso così di importare le « ferie alla tedesca »: stesso numero complessivo, ovviamente, di giorni di lezione (204), ma distribuiti in modo autonomo e diverso. E dunque, in una zona dove l’inverno si va a sciare e il caldo estivo si fa sentire per un breve periodo, non saranno più in programma tre mesi consecutivi di riposo. Il nuovo calendario prevederà un periodo più breve di ferie estive e diverse settimane di vacanza distribuite nell’anno. La novità entrerà in vigore dall’anno scolastico 2010-1011 (il prossimo anno, dunque, continueranno a essere seguite le « regole » nazionali, con apertura il 14 settembre e chiusura il 5 giugno) e presto comincerà a essere discussa con i protagonisti del mondo della scuola. 

(seguito dell’articolo)

Via LaRepubblica.it      

Quali sono gli argomenti all’origine di quella decisione?

Ti piacerebbe seguire il modello tedesco? Dài il tuo parere.

 

 

 

 

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La cyberpaghetta

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Meno male, questa informazione coinvolge solo i bambini negli Stati Uniti ma a te, ti piacerebbe ricerere una cyberpaghetta? Leggi l’articolo e dai il tuo parere nei commenti.

Via la Repubblica.it

Cyberpaghetta, ora il computer premia i bambini più studiosi

Finora, il computer è stato spesso considerato un premio ambito, da promettere ai propri figli in cambio di bei voti e promozioni. Adesso, potrebbe essere direttamente il pc a somministrare paghette e ricompense, valutando autonomamente i risultati scolastici dei ragazzi. Un’evoluzione che già scatena polemiche.  Lire la suite…

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Esabac: Accordo Italia Francia studenti bi-diplomati

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È una bellissima notizia!

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ROMA

I ministri dell’Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, nell’ambito del vertice Italia-Francia hanno siglato un accordo per un corso di studi secondari negli ulti tre anni delle superiori bi-nazionale con il rilascio simultaneo, al termine del percorso, di un doppio diploma di Stato: Baccalaureat francese e Maturità italiana. 

Il progetto partirà in via sperimentale coinvolgendo nella prima fase “Accademie” (omologhe dei nostri licei) delle regioni del sud est francese e istituti secondari di Valle D’Aosta, Piemonte e Liguria, oltreché le sedi dei licei francesi di Milano, Torino e Roma. (seguito dell »articolo)

Via LA STAMPA.it

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Il telefonino cellulare di Cristoforo Colombo

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Pare che una ragazzina americana di 11 anni, in un compito in classe in una scuola di Brooklyn a New York, abbia scritto che Cristoforo Colombo, come segno di amicizia e di concordia, abbia scambiato telefono cellulare e computer con gli indigeni.

Pensava che il celebre navigatore genovese usasse l’iPhone forse!

Non credo proprio sia soltanto mancanza di cultura digitale…

Via | futurosdellibro

Articolo originale: maestroalberto

Il telefonino cellulare di Cristoforo Colombo

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L’incubo dei voti in condotta, fioccano insufficienze e polemiche

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voti in condotta

E’ tempo di scrutini quadrimestrali e iniziano a fioccare i votacci in condotta. L’applicazione della norma sulla valutazione del Comportamento alla scuola media e superiore, approvata pochi giorni fa, comincia a suscitare polemiche. In alcuni casi, per effetto del ritardo con il quale è stato reso noto il provvedimento, sono state attribuite insufficienze in condotta « non dovute » e le organizzazioni studentesche parlano di scuole in preda alla confusione. 

Alcune denunce. All’istituto professionale Magistri Cumacini di Como gli scrutini quadrimestrali si sono svolti prima del 16 gennaio scorso, data in cui è stato pubblicato il decreto sulla valutazione del comportamento, e una decina di studenti si sono ritrovati con 5 in condotta. L’intenzione dei prof era quella di « dare un segnale a ragazzi sospesi che non hanno mostrato segni di pentimento ». Ma il provvedimento del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini prevede l’insufficienza soltanto in casi gravi e le valutazioni attribuite ai ragazzi, che rischiano la bocciatura, sono da considerarsi « illegittime ». (seguito)

Cosa penseresti se ci fosse un voto in condotta anche per te?

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Smonta il bullo

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Video della campagna nazionale contro il bullismo

smonta il bullo

clicca sull’immagine per andare sul sito e vedere il video

Wikipedia: il bullismo

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Il Grande Fratello della Gelmini: « Bullismo, telecamere in classe »

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gelmini_3

ROMA – Sport, disciplina, ma soprattutto un giro di vite contro gli episodi di bullismo sempre più frequenti, e in certi casi anche violenti, che si ripetono nelle scuole italiane. In un’intervista al Giornale, il ministro dell’istruzione, Maria Stella Gelmini, detta l’agenda della riforma scolastica e si dice favorevole all’introduzione di telecamere all’interno della aule, con effetto dissuasivo rispetto agli episodi di violenza fra studenti. 
« Favorevole », dunque, « anche se – dice il ministro – quella delle telecamere è una misura che non basta ». Tuttavia, sono « un deterrente in più », e « gli istituti hanno l’autonomia di usare l’occhio elettronico ». Ogni preside dunque potrebbe decidere di piazzare le telecamere nella propria scuola: il problema, precisa il ministro, « non sta in una telecamera in più o in meno, ma nell’esigenza di rimettere al centro lo studente, rivisto nella sua formazione a 360 gradi ». (seguito dell’articolo, Via la repubblica.it)

Wikipedia: Grande Fratello

Wikipedia: bullismo

Cosa penseresti di una telecamera nella tua classe?

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0,5/20… 2,5/20… 5/20… Brutti voti? Colpa dei docenti noiosi

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(seconda parte)

In Gran Bretagna il ministero dell’Istruzione dice che: “I ragazzi sono disinteressati allo studio perché gli insegnanti non sanno entusiasmarli”. Nell’ambito di un progetto con la stampa (la [email protected]), i ragazzi italiani sono stati invitati a raccontare le loro esperienze a scuola.

Cliccando sul link qui sotto potrai leggere le loro recensioni.

Quali sono i pareri che condividi? Perché?

lezioni-monotone

Cliccare qui per andare sul sito e leggere gli articoli

Via larepubblica.it

Wikipedia: scuola secondaria di primo grado

Wikipedia: scuola secondaria di secondo grado

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0,5/20… 2,5/20… 5/20… Brutti voti? Colpa dei docenti noiosi

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ecole

 

LONDRA

– Una volta gli insegnanti si lamentavano così con i genitori: « Suo figlio va male a scuola perché non sta abbastanza attento alle mie lezioni in classe ». Ma la verità è che in molte classi accade l’esatto contrario: le lezioni sono noiose, per questo gli studenti non stanno attenti, diventano indisciplinati, perdono interesse allo studio e prendono brutti voti. A sostenerlo è un rapporto del ministero dell’Istruzione britannico, che ha spedito per mesi i suoi ispettori nelle classi elementari, medie e superiori del regno, ricevendone indicazioni che vanno contro l’opinione dominante, o il luogo comune, consolidati da sempre. Perciò il ministero, annuncia in prima pagina il quotidiano Guardian di Londra, ha « dichiarato guerra » agli insegnanti che annoiano, che non sanno entusiasmare, che non riescono a suscitare la curiosità dei loro alunni. (seguito dell’articolo)

E tu cosa ne pensi? Come sarebbe per te l’insegnante ideale? Perché non ce lo descrivi?

Via laRepubblica.it

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Studiare a Londra in Italiano

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L’italiano è la terza lingua più studiata del Paese, e la generazione che si è trasferita dall’Italia nella City punta a una formazione anche umanistica per i propri figli.

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Genitori della Scuola Italiana di Kings Cross.

Londra
Se l’emigrazione tradizionale aveva come obiettivo principale l’integrazione nel Paese ospitante, soprattutto inviando i propri figli nelle scuole locali, oggi, la NIP (Nuova Immigrazione Professionale) tende, al contrario, a mantenere forti contatti con la madrepatria, anche dal punto di vista linguistico. Le coppie che vivono temporaneamente o stabilmente oltreconfine desiderano che i propri figli studino l’italiano al fine di acquisire due idiomi e due culture, usufruendo, possibilmente, dei programmi ministeriali italiani. Sorprende, quindi, che nella capitale britannica dove risiedono oltre 100 mila nostri connazionali (iscritti all’ufficio residenza del Consolato di Londra), non esista per loro una scuola italiana bilingue che comprenda tutti i gradi, dall’asilo al liceo. Le uniche eccezioni sono le scuole europee e le sezioni italiane presso le scuole inglesi. Ci riuscì solo Giuseppe Mazzini che, oltre un secolo e mezzo fa, ne aveva aperta una per togliere dalla strada le migliaia di piccoli accattoni italiani che vivevano di espedienti. 

(cliccare qui per leggere il seguito dell’articolo)

Via il Messagero di sant’Antonio Ed. italiani nel mondo

Wikipedia: Giuseppe Mazzini

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Riflessioni dei licei Alessi di Perugia e Lurçat di Martigues

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Una riflessione dei ragazzi dei licei Alessi e Lurçat sui risultati scolastici ottenuti dalle scuole

Un livello di preparazione culturale sempre più basso: di chi la vera colpa?

cliccare qui per leggere l’articolo

Via Twinagers News

E secondo te, che cosa bisognerebbe fare per migliorare i risultati scolastici degli alunni?

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Scuola e giovani:il laboratorio teatrale del liceo Lurçat

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“Le donne colte”, di Moliere (1622-1673)

Il quindici, il sedici e il diciassette maggio del 2008 ha avuto luogo a Martigues la rappresentazione teatrale “Le donne colte” di Moliere interpretata da “La Compagnie du Vent de Mars”, che si è costituita in associazione da due anni. (seguito dell’articolo)

Via Twinagers News (progetto eTwinning)

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