Archive pour la catégorie ‘MUSICA ITALIANA’

Jovanotti, un grande cantautore italiano

Ecco uno dei più grandi cantautori da noi preferiti.

Jovanotti in realtà si chiama Lorenzo Cherubini nato a Roma nel 27 Settembre 1966. Divantato famoso negli anni ’80 e pubblicò il suo primo singolo nel 1987 « Walking ». Dopo un’anno pubblicò il suo primo album chiamato  » JOVANOTTI FOR PRESIDENT « .

Nel gennaio 2010 incide un nuovo album con all’interno BACIAMI ANCORA , colonna sonora del film di Gabriele Muccino.collabora con cesere cremonini alla realizzazione del singolo tormentone dell’estate 2010 MONDO.l’ 11 marzo uscirà l’album tanto atteso LE TASCHE PIENE DI SASSI.

Il cantante scrisse e cantò canzoni dedicate ai suoi famigliari tra cui due di queste canzoni sono : PER TE (dedicato alla figlia) e A TE (alla moglie che aveva tradito).

A cura di  Clelia …. (3B, Scuola Media I. Calvino)

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La beauté de la musique de Vivaldi pour violoncelle

Vivaldi  Antonio (Venezia 1672 – Vienna 1741) compositore e violinista.

CHI ERA VIVALDI ?

Il padre di Antonio Vivaldi, Gionni Battista, era violinista della cappella di San Marco a Venezia; Antonio studiò con lui e con G. Legrenzi. Fu ordinato sacerdote nel 1703 e  denominato per la sua capigliatura « il prete rosso ». Entrò come insegnante di violino nel conservatorio della Pietà, uno dei quattro istituti veneziani dove trovavano assistenza orfani, figli illegittimi e malati.

Al 1705 risale la prima raccolta a stampa di composizioni vivaldiane; al 1713 la rappresentazione della prima opera (Ottone in villa), cui ne seguiranno moltissime altre.

LA PRODUZIONE STRUMENTALE COMPLESSIVA

La riscoperta dell’immenso patrimonio vivaldiano è posteriore al 1945. Prima, il « prete rosso » era noto soltanto per i rapporti della sua opera con l’esegesi bachiana, sviluppatasi negli ultimi decenni dell’Ottocento: Bach fu infatti il trascrittore di dieci concerti vivaldiani.

Secondo i dati ricavabili dal repertorio di lavori strumentali, redatto da P. Ryom (1986), il catalogo vivaldiano annovera circa 330 concerti solistici, oltre due terzi dei quali per violino, sei per viola d’amore, ventisette per violoncello e molti altri per diversi strumenti (oltre 30 per fagotto).

Sono una trentina infine i concerti perduti o pervenuti incompleti.

Quasi tutti  composti nella tipica forma tripartita (allegro-adagio-allegro), i concerti vivaldiani recano talvolta titoli descrittivi e programmatici: per citarne alcuni « La tempesta di mare », « Madrigalesco », « Alla rustica ».

Molti concerti sono inseriti in raccolte che recano intitolazioni significative, ad esmpio « L’estro aromonico » op.3 (1712), « La stravaganza » op. 4 (1712-1713), « Il cimento dell’armonia e dell’invenzione » op.8 (1725), « La cetra » op. 9 (1728)

MUSICA VOCALE PROFANA E SACRA

Molta della produzione vocale di Vivaldi andò perduta. Delle cinquanta opere liriche da lui scritte è stata rinvenuta la musica di sole diciotto di esse; delle rimanenti è pervenuto unicamente il libretto.

Di grande livello è la produzione sacra, comprendente sessanta composizioni. Alcune di queste sono molto celebri come il « Gloria », il « Credo », il « Magnificat », lo « Stabat Mater », il « Kyrie ».

Gran parte dei manoscritti di Vivaldi sono conservati nella Biblioteca Nazionale di Torino

Mi piace molto ascoltare Rostropovich suonare il concerto in sol maggiore di Antonio Vivaldi

Lorenzo Guida

 

classe 1a B Scuola Media « Italo Calvino » – Torino

Tiziano Ferro, il cantante alla storia difficile

Ciao, mi chiamo Micol e ho 12 anni e mezzo. Amo fare sport, leggere, viaggiare e ascoltare musica.

Mi piacciono cantanti e cantautori italiani, un po’ di tutti i tempi e tutti i generi: da Tenco a Jovanotti, da Gaber a Battisti, da De Gregori a Tiziano Ferro.

E visto che gli altri sono quasi certamente noti a tutti, ho voluto parlare di Tiziano Ferro, che forse qualcuno non conosce ancora.


I. UN CHANTEUR : Tiziano Ferro, sa biographie

Tiziano Ferro est un chanteur italien né en 1980 à Latina, près de Rome, d’une famille d’origine vénitienne.

Il aime la musique déjà dans son enfance, mais c’est plutôt un jeu; il a une adolescence difficile et solitaire, parce qu’il est obèse et boulimique, et c’est alors qu’il il trouve un refuge dans la musique. Il prend des cours de piano, guitare, batterie et chant. Fan de Stevie Wonder, il se passionne pour la musique noire afro-américaine.

Il s’inscrit à l’ Académie de la Chanson italienne de Sanremo, pour participer au festival mail il est refusé aux premières sélections: il retente et réussit à arriver parmi les 12 finalistes avec une chanson inédite, considérée comme sa toute première, « Quando Ritornerai ». Malgré cela, sa carrière comme chanteur continue à être incertaine, jusqu’au quand, en 2001, après de nombreuses tentatives, il est produit par Alberto Salerno er Mara Maionchi: sa chanson, « Perdono » sort pendant l’été et devient un des hits du moment. Le single devient numéro un en Italie en seulement quelques semaines.

En quelques mois il passé du statut inconnu à celui de méga star dans son pays.

Son public est fait surtout d »adolescents qui aiment son nouveau genre musical le « r’n’b, pop », et surtout les paroles significatives de ses chansons. “Perdono” arrive à la troisième place du classement européen, et devient le single le plus vendu en 2002.

Tiziano reçoit même une nomination aux Latin Grammy Awards comme meilleure révélation internationale, c’est le premier et le seul Italien nommé aux Grammy Awards.

En 2003, il sort son deuxième album, plus autobiographique, avec le titre 111 (Centoundici) le poids qu’il faisait à l’adolescence. Il a a vendu plus d’un million de copies avec cet album.

Il est désormais une star internationale.

Sito ufficiale : www.tizianoferro.com

II. UNE CHANSON : Il mio regalo più grande (Mon plus grand cadeau)

Sa chanson “Il regalo più grande” parle d’amour et de tendresse; à suivre avec les paroles et la traduction.

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Voglio farti un regalo                          Je veux te faire un cadeau

Qualcosa di dolce                            Quelque chose de doux

Qualcosa di raro                              Quelque chose de rare

Non un comune regalo                         Pas un cadeau banal

Di quelli che hai perso                                  De ceux que tu a perdu

Mai aperto                                           Jamais ouverts,

O lasciato in treno                            Ou oublié dans les trains

O mai accettato                                     Ou jamais acceptés.

Di quelli che apri e poi piangi             De ceux que tu ouvres et qui te font pleurer

Che sei contenta e non fingi                 Tu es contente et tu ne feint pas

In questo giorno di metà settembre             En ce jour de la mi septembre

Ti dedicherò                                        Je te dédierai

Il regalo mio più grande                   Mon cadeau le plus beau

Vorrei donare il tuo sorriso                             Je voudrais donner ton sourire

alla luna perché                                      à la lune pour que

Di notte chi la guarda                                     La nuit ceux qui la regarde

possa pensare a te                                             puissent penser à toi

Per ricordarti che il mio amore             Pour te souvenir que mon amour

è importante                                                     est important

Che non importa ciò che dice la gente                 Que ce que les gens disent n’a pas d’importance

Perché tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche               Parce que tu m’as protegé avec ta jalousie et même si

Che molto stanco il tuo sorriso non andava via             Très fatigué ton sourire ne disparaissait pas

Devo partire però so nel cuore               Je dois partir mais je sais qu’au fond de mon coeur

La tua presenza è sempre arrivo Ta presence est toujours un retour

E mai partenza                                     Et jamais un départ

Il regalo mio più grande             Mon cadeau le plus beau

Vorrei mi facessi un regalo  Je voudrais que tu me fasse un cadeau

Un sogno inespresso             Un rêve inexprimé

Donarmelo adesso Me le donner maintenant

Di quelli che non so aprire             Un de ceux que je ne sais pas ouvrir

Di fronte ad altra gente             Devant les autres

Perché il regalo più grande             Parce que le plus beau cadeau

È solo nostro per sempre             Est uniquement nôtre pour toujours

E se arrivasse ora la fine        Et si maintenant la fin devait arriver

Che sia in un burrone             Qu’elle soit dans un precipice

Non per volermi odiare             Pour ne pas vouloir me hair

Solo per voler volare             Seulement pour vouloir voler

E se ti nega tutto quest’estrema agonia Et si tu te noies dans cette extreme agonie

E se ti nega anche la vita respira la mia             Et si la vie t’ignore, elle respire la mienne

E stavo attento a non amare prima di incontrarti             Et j’étais attentif à ne pas aimer avant de te rencontrer

E confondevo la mia vita con quella degli altri      Et je confondais ma vie avec celles des autres

Non voglio farmi più del male adesso             Je ne veux plus me faire de mal maintenant

L’amore amore             L’amour, amour

L’amore dato amore preso amore mai reso             L’amour donné, l’amour reçu, l’amour jamais rendu

Amore grande come il tempo che non si è arreso   Amour grand comme le temps ne c’est jamais arreté

Amore che mi parla coi tuoi occhi qui di fronte   Amour qui me parle avec tes yeux de face

Sei tu sei tu sei tu sei tu sei tu             C’est toi,c’est toi , c’est toi, c’est toi

Micol JALLA, 2 B, Calvino

Alessandra Amoroso e la sua carriera

Alessandra Amoroso est une chanteuse italienne. Elle aime la musique pop.

http://www.alessandraamoroso.it/it/five

Alessandra Amoroso è una cantante italiana molto giovane ma nonostante questo ha fatto molta carriera, lei ha lavorato con i più bravi artisti come per esempio Gianni Morandi.   Ha vinto « amici », ha partecipato ad San Remo anche se non la vinto ha comunque continuato ad avere molto successo.

Ha inciso dei dischi come :

1: Stupida(ed è anche il titolo di una sua canzone)

2: Il mondo in un secondo

Le sue canzoni più famose o comunque più conosciute sono :

1: Stupida

2: La mia storia con te

3: Urlo e non mi senti

4: Semplicemente cosi

5: Romantica ossessione

TESTO DELLA CANZONE LA MIA STORIA CON TE :

Guardami bene negli occhi.Da troppo tempo sfuggi da me. Sembran lontani quasi anni luce.

Quei momenti con te. Quando mi dicevi sei bellissima, mi facevi vivere una favola

Quando mi sentivo indispensabile, di una gioia immensa fino a piangere mentre adesso è tutto lontanissimo,ci divide un solco profondissimo.

Ancora ancora vorrei vivere intensamente quel sogno insieme.

La mia storia con te,forse non ce via d’uscita quando ogni cosa non va da sè,sai certe volte mi sento sola anche con te.

Eppure mi dicevi sei bellissima mi scrivevi ti amo su ogni pagina quando ripetevi sei fantastica , mi sfioravi e mi sentivo unica. Ora invece è tutto lontanissimo ci divide un solco profondissimo.

Ancora ancora vorrei vivere interamente ancora ancora vorrei vivere immensamente quel sogno insieme la mia storia con te, la mia storia con te.

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IL MOTIVO PER AVER SCELTO QUESTA ARTISTA :

Ho scelto questa artista perchè è sensibile, gentile e quindi mi e piaciuta fin dall’inizio. Le sue canzoni parlano di amore, di sentimenti e certe Volte delle canzoni parlano di se stessa come per esempio « stupida ».

SCRITTO DA ZEGHLOUL FEDDUA, CLASSE 1b

L’INIZIO DELL’INNO ITALIANO

Bonjour, mon nom est Junior et je vais vous raconter l’histoire de l’hymne italien Mameli


Il testo è stato scritto da un ragazzo genovese di nome Goffredi Mameli nel 1847 e poi prodotto in musica da un altro ragazzo genovese di nome Michele Novaro. Sono gli anni del Risorgimento, il periodo in cui l’Italia comincia la lotta che la porterà alla sua definitiva unificazione.
Goffredo Mameli è un giovanissimo poeta e combattente, il cui per una ferita presa in una battaglia a Roma, a fianco di Garibaldi, muore a 22 anni.
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Però di lui ci rimase il suo canto (noto come « Fratelli d’Italia ») in cui fu subito accettato dai giovani combattenti del Risorgimento come il loro Inno nazionale. Sicuramente a noi maderni, il testo sembra molto retorica e la musica  sembra una marcetta non troppo solenne, specialmente se suonata da una banda militare. Ma quel testo scritto di getto, spontaneo, appassionato e composto poi da un giovanissimo combattente per la libertà, sembrava il più adatto a simboleggiare la giovane Italia rivoluzionaria.

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I limiti artistici della composizione portano perfino Mazzini nel 1848 per chiedere a Mameli di scrivere un nuovo inno. Questo sarebbe stato musicato da Giuseppe Verdi e sarebbe dovuto diventare  la « Marsigliese » della nuova Italia. Il risultato pare che sia stato catastrofico : la più brutta musica scritta da Giuseppe Verdi e un testo assolutamente non appassionante.

Insomma, « Fratelli d’Italia » resta così il simbolo del Risorgimento italiano.

Tutto su Goffredo Mameli : Goffredo Mameli

Article en français sur l’hymne italien : Fratelli d’Italia

Clicca qui per ascoltare l’inno italiano >>

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò

A CURA DI UWOGHIREN JUNIOR 1B ITALO CALVINO

Roberto Vecchioni : Da Samarcanda a San Remo

Roberto Vecchioni est un poète chansonnier, qui a gagné le premier prix du Festival de San Remo, le plus important  festival de la musique de variété en Italie.

Roberto Vecchioni è il vincitore del Festival di San Remo 2011, ma non è un cantante. Vecchioni ha cominciato come paroliere e compositore di canzoni per altri cantanti come Ornella Vanoni, Iva Zanicchi, Gigliola Cinguetti e per gruppi musicali. Negli anni ’70 divenne un cantautore, cioè esecutore delle sue composizioni, come  De Gregori, Dalla e Guccini.

La canzone che ho scelto è Samarcanda, il suo primo vero successo nel 1977.

E’ ispirata ad una favola orientale e racconta di un soldato ritornato dalla guerra, che festeggiando intorno ai falò crede di vedere una donna vestita di nero che lo guarda con cattiveria. La donna rappresenta la morte, ed il soldato impaurito fugge a cavallo verso la lontana Samarcanda. Ma qui trova la morte che lo aspettava. Il significato è che non possiamo sfuggire al nostro destino, che ci aspetta paziente dovunque andiamo. Per me la canzone non significa che la morte è inevitabile, ma che da se stessi non si può fuggire. Anche se il testo è tragico, la musica è allegra e ritmica, scritta con Angelo Branduardi autore di ballate simili anche nel testo.

Link al sito ufficiale : http://www.vecchioni.it/

A cura di Francesco de’Liguoro

Giuseppe Verdi, un grande compositore!

Bonjour, je suis Vittoria. Cet article est sur Giuseppe Verdi, un célèbre compositeur italien.


Giuseppe Verdi nacque nel 1813 a Roncole, una frazione di Busseto, figlio di Carlo e Luigia Uttini e muore a Milano nel 1901.

Compose molte opere per teatro, 26 per la precisione, che in questo periodo vengono eseguite al Teatro Regio di Torino per i 150 anni dell’ Unità d’Italia.

Le sue opere più importanti sono: Nabucco, La Traviata, Macbeth, Rigoletto, La Forza Del Destino…

Le sue origini non sono nobili: il padre era oste, la madre era filatrice.

In Italia la musica era ed è tutt’oggi una delle più antiche passioni e sentite; Verdi, fin da piccolo, dimostra un caratte fiero, suscettibile e impulsivo che lo rende diverso per tutta la sua vita.

Studia musica e materie formative con il prete di Roncole, Don Pietro Baistrocchi. Alla sua morte  divenne organista dela chiesa del paese.

A Busseto, dopo aver frequentato corsi privati con uomini del clero, entra nel ginnasio locale diretto da Don Piero Saletti. Incontra Antonio Barezzi: un ricco commerciante. Questi, appassionato di musica, si accorge delle straordinarie predisposizioni del ragazzo per la musica e sostiene le spese per fargli dare lezioni dal maestro Ferdinando Provesi e lo ospita a casa sua.

Dal 1829 al 1832 Verdi è maestro di Provesi in tutti gli incarichi da lui ricoperti a Busseto. Ma con ben altre intenzioni.

A 18 anni si reca a Milano, per passare l’esame di ammissione al Conservatorio. Viene bocciato; questa bocciatura passa alla storia, gli esaminatori lo giudicano come pianista, non come compositore.

Barezzi lo sostiene e gli garantisce un sussidio per rimanere a Milano e per pagare le lezioni.

Nel 1831 si fidanza con Margherita, figlia di Antonio Barezzi.

Nel 1836, viene accolto nella famiglia dei Berezzi, diventando sposo di Margherita; vince poi un concorso diventando maestro di Busseto.

Riceve due figli, ma il suo grande sogno è conquistare il teatro  » La Scala ».

Quindi si trasferisce a Milano con la famiglia.

Sono gli anni più duri: gli muoiono i figli e la moglie.

Queste perdite lo spingono a concentrarsi solo sulla musica; per il teatro compone la sua prima opera: Oberto conte di  S. Bonifacio che ha un grande successo.

Dopo poco tempo compone Nabucco: quest’ opera gli cambia il destino.

Tra gli interpreti c’è la celebre cantante Giuseppina Strepponi a cui dopo pochi anni si legherà sentimentalmente.

Per un periodo, dall’ opera di « Nabucco », viene tratta la canzone  » Va pensiero » come inno nazionale.

Tratto da « Nabucco »: « Va pensiero »

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Testo

Va pensiero, sull’ ali dorate;

va ti posa sui civil, sui colli

ove olezzano tepide e molli

l’aure dolci del suolo natal!

Del Giordano le rive saluta

di Sionne le torri atterrate…

Oh, mia patria sì bella e perduta.

Oh, membramza sì cara e fatal!

Arpa d’ or dei fatidici vati,

perchè muta dal salice pendi?

Le memorie nel petto riaccendi,

ci favella del tempo che fu!

O simile di Solima ai fati,

traggi un suono di crudo lamento,

o t’ispiri il Signore un concerto

che ne infonda al patire virtù.

Miniatura

A cura di Vittoria Orcorte, 1°B Scuola Media I. Calvino.Torino.

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Certe Notti, Ligabue la più celebre

Salut, je suis Francesco, je suis un élève de la classe 1B et j’adore Luciano Ligabue!

Liga è un mito!! Lo è per me fin da quando ascoltai per la prima volta alla radio all’età di cinque anni. La sua prima canzone che ascoltai fu  » Certe Notti  » dell’album  » Buon Compleanno Elvis « .


Ligabue è nato il 13 marzo 1960 a Correggio ed è un cantautore, regista, scrittore e sceneggiatore italiano.

Fabrizio De André disse: – Mai visto un musicista comunicare col pubblico come sa fare Luciano.


Questa  foto  rappresenta una’espressione facciale che ha assunto Liga al concerto del 18 settembre  al Palaisozaki  a Torino:

Nel 2010 ha svolto il tour  » Stadi 2010  » in tutta Italia. Io sono andato a vedere il concerto del 18 settembre.

Ha cantato tutto il nuovo album  » Arrivederci Mostro  » e tre canzoni tra le quali Certe Notti e Viva.


CERTE NOTTI, LUCIANO LIGABUE

 

(BUON COMPLEANNO ELVIS)

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Certe notti la macchina è calda

e dove ti porta lo decide lei.

Certe notti la strada non conta

che quello che conta è sentire che vai.

Certe notti la radio che passa Neil Young

sembra averecapito chi sei.

Certe notti somigliano a un vizio

che tu non vuoi smettere, smettere mai.

Strofa 2 :

Certe notti fai un po’ di cagnara

che sentano che non cambierai più.

Quelle notti fra cosce e zanzare

e nebbia e locali a cui dai del tu.

Certe notti c’hai qualche ferita

che qualche tua amica disinfetterà.

Certe notti coi bar che son chiusi

al primo autogrill c’è chi festeggierà

e si può restare soli

certe notti qui

che chi s’accontenta gode

così così.

Certe notti sei sveglio

o non sarai sveglio mai.

Ci vediamo da Mario prima o poi.

Certe notti ti senti padrone di un posto

che tanto di giorno non c’è.

Certe notti se sei fortunato

bussi alla porta di chi è come te.

C’è la notte che ti tiene fra le sue tette

un po’ mamma un po’ porca com’è.

Quelle notti da farci l’amore

fin quando fa male fin quando ce n’è

e si può restare soli

certe notti qui

che chi s’accontenta gode

così così.

Certe notti son notti

o le regaliamo a voi

tanto Mario riapre prima o poi.

Certe notti sei solo

più allegro, più ingordo,

più ingenuo e coglione che puoi.

Quelle notti son proprio quel vizio

che non voglio smettere, smettere mai

e si può restare soli

certe notti qui

che chi s’accontenta gode

così così.

Certe notti sei sveglio

o non sarai sveglio mai

ci vediamo da Mario prima o poi!

A cura di FERRO FRANCESCO, classe di 1B, Italo Calvino

I SONOHRA

Je suis Alessia et j’aime Sonohra un groupe fantastique merveilleux!

Luca e Diego Fainello nascono a Verona rispettivamente il 27 febbraio 1982 e il 27 novembre 1986. Fin da piccolissimi la musica è stata parte della loro vita, grazie anche al nonno violinista e la madre cantante. I genitori li hanno sempre incoraggiati ad intraprendere la strada della musica. Si fanno inizialmente chiamare « 2tto », in seguito « Domino ». Come 2tto nel 2003 pubblicano il singolo Grido e canto e incidono la sigla del cartone animato Ufo Baby. Come Domino nel 2006 pubblicano il singolo Come tu mi vuoi.[1] Non ottengono particolari successi e continuano ad esibirsi unplugged nei bar e nei locali sul Lago di Garda e dintorni riarrangiando nel loro stile cover di alcune canzoni famose.

Nell’estate 2007 proprio in uno dei locali dove si esibivano incontrano colui che sarebbe poi diventato il loro produttore: Roberto Tini, che fa incidere loro il primo album e li presenta alla loro attuale casa discografica. Cambiano nome in Sonohra. Il termine « Sonohra » deriva dal deserto che si chiama appunto Sonora che si trova tra gli Stati Uniti e il Messico. I due fratelli veronesi hanno scelto questo nome in particolare perché si riferisce al concetto di “musica senza confini”. Inoltre, grazie a una stretta assonanza ricorda la frase « suono ora », intuitivamente connessa alla loro professione di cantanti.[2]

500o  MINI MANI

Pezzi di me venduti a lei
io non vorrei ma va così
c’è troppo gente qui.
Non dormo più mi mangi tu
mi bacia lei, ma tu non puoi
perché non so chi sei, perche non so chi sei.
Cinquemila mini mani di ragazze mai uguali
tentazione che corre più forte di me (corre più forte di me).
Cinquemila mini mani come fossero tamburi
vibrazione che sulla pelle già c’è (che sulla pelle già c’è), sulla pelle di te.
Scappo su e giù dal tram al bus
sono un peluche per tutte voi
che non mollate mai.
Corro ma tu corri di più
mi prenderai, mi spoglierai;
l’inizio dei miei guai, l’inizio dei miei guai…
Cinquemila mini mani di ragazze mai uguali
tentazione che corre più forte di me(corre più forte di me).
Cinquemila mini mani come fossero tamburi
vibrazione che sulla pelle già c’è(che sulla pelle già c’è), sulla pelle di te.
Cinquemila mini mani, occhi scuri occhi chiari
le ragazze che porterò via con me (porterò via con me)…
Cinquemila mini mani, cinquemila cuori soli
urlano più forte, più forte di me, più forte di te,
più forte di me…

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Leggete questo! « Vorrei avere il becco » di Povia

J’ aime beaucoup cette chanson et j’aime même ce chanteur. Évident, non?


Vorrei avere il becco è una canzone scritta da Povia, cantante italiano di grande successo. Questa fu la canzone che lo rese famoso in tutta Italia.

Giuseppe Povia è nato a Milano il 19 novembre 1972, da padre originario di Bisceglie e madre dell’Isola d’Elba.Ha studiato fino alle scuole medie frequentate presso la scuola media C. Manara, non molto portato agli studi ma molto portato per la musica, ha iniziato a suonare la chitarra e a scrivere testi all’età di 14 anni. Ha composto le sue prime canzoni a diciassette anni, studiando musica e lavorando nel contempo come cameriere;prima a Milano e poi a Roma e Bergamo.

Sono stati in seguito pubblicati due singoli, « Zanzare » e « Intanto tu non mi cambi ».Queste prime incisioni non hanno avuto grande successo, ma nel 2003 il cantautore ha vinto la quattordicesima edizione del Premio Recanati con la canzone « Mia sorella », in cui affrontava il tema della Bulimia. Due anni dopo, nel 2005, non è stato ammesso al Festival di Sanremo per aver già eseguito in pubblico, durante la stessa manifestazione di Recanati, la canzone che avrebbe voluto portare in gara: « Ibambini fanno »oooh… ». Ciononostante Paolo Bonolis, conduttore del Festival, gli permette di presentarla, abbinandola prima a una iniziativa benefica per i bambini del Darfour, legata a quella stessa edizione del Festival, la cui canzone ha fatto da sottofondo ai filmati, fino ad arrivare a all’ultimaserata.


Nel 2006 torna al Festival di Sanremo, questa volta in gara e tra i big dato il successo del brano « I bambini fanno « oooh… » dell’anno prima. A Sanremo canta il brano »Vorrei avere il becco » e vince il festival piazzandosi primo davanti ai Nomadi.


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Queste sono le parole della canzone « Vorrei avere il becco » (=J’aimerais avoir un bec) :

Capire i sentimenti,
quando nascono e quando muoiono,
perciò vorrei avere i sensi,
per sentire il pericolo.

Se tutti quanti lo sanno,
ma hanno paura che l’amore è un inganno
Oh, ce l’ha fatta mia nonna per 50 anni con mio nonno in campagna…

Più o meno come fa un piccione,
lo so che e brutto il paragone,
però vivrei con l’emozione
di dare fiducia a chi mi tira il pane.

Più o meno come fa un piccione,
l’amore sopra il cornicione,
ti starei vicino nei momenti di crisi
e lontano quando me lo chiedi,
dimmi che ci credi e che ti fidi.

Un giorno avevo il vento
che mi accompagnava su una tegola.
A volte sono solo e mi spavento,
cosa ci fanno due piccioni in una favola?

Se tutti quanti lo sanno,
ma hanno paura che l’amore è un inganno
Oh, me l’ha detto mia nonna:
« Lo sai quante volte non pensavo a tuo nonno? »

Più o meno come fa un piccione,
e mica come le persone,
che a causa dei particolari
mandano per aria sogni e grandi amori.

Camminerò come un piccione
a piedi nudi sull’asfalto,
chi guida crede che mi mette sotto,
ma io con un salto all’ultimo momento

volerò ma non troppo in alto,
perché il segreto è volare basso.
E un piccione vola basso.
Ma è per questo che ti fa un dispetto.
Ma è per questo che anche io non lo sopporto…

Noi però alla fine resteremo insieme,
più o meno come fa un piccione,
l’amore sopra il cornicione,
ti starò vicino nei momenti di crisi
e lontano quando me lo chiedi,
dimmi che ci credi…

Ci sveglieremo la mattina,
due cuori sotto una campana.

Ruggero Ciliento Ib Calvino

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